Cos’è il Crowdfunding: un’alternativa reale ai prestiti?

La necessità di trovare nuove fonti di finanziamento, soprattutto per sostenere progetti di varia natura (dal sociale alla nascita delle start up), ha fatto emergere una forma di finanziamento che parte dal basso, ovvero dalla gente.

Si tratta del crowdfunding, che nella traduzione significa “fondo dalla folla”. Negli ultimi tempi si sono affermate varie piattaforme, dalla storica Kickstarter all’italianissima Eppela.

Crowdfunding cos’è

Come già accennato è una forma di reperimento di fondi che avviene usando una piattaforma web, che funge da intermediario, per pubblicizzare l’iniziativa e per raccogliere le donazioni effettuate.

Di norma questa sollecitazione avviene tra i privati, ma nascono anche piattaforme che hanno come partner anche banche di una certa importanza (ad esempio Banca Etica).

Le forme di crowdfunding possono essere varie, dalle reward, che prevedono un ritorno per i sostenitori (che può essere costituito da un gadget a un prodotto esclusivo), alle donation che invece sono per lo più donazioni vere e proprie e possono anche prevedere la possibilità di scarico fiscale.

Crowdfunding: come funziona?

Chi vuole far conoscere il proprio progetto, ottenendo il sostegno della “folla” e chi vuole fare da sostenitore o da donatore, deve registrarsi. Le registrazioni non costano nulla.

Chi si iscrive per far conoscere e sostenere il proprio progetto, non anticipa dei costi, ma se la campagna di crowdfunding va a buon fine (a seconda del tipo scelto o disponibile), otterrà la somma raccolta al netto di una percentuale prefissata (gli importi oscillano tra il 4% e il 5%).

Tipi di crowdfunding

Per quanto riguarda la posizione del ‘sostenitore’ si sono diffuse varie forme, come le già accennate reward o donation, che possono essere anche miste. Per quanto riguarda le modalità di raccolta dei fondi troviamo invece due tipologie:

  • il tutto o niente (quindi si definisce un valore target che se non raggiunto non prevederà alcun finanziamento e la restituzione dei fondi ai sostenitori);
  • il “prendi qualsiasi cosa”: il finanziamento verrà versato al proponente qualsiasi cifra sarà raccolta (vedi anche prestiti Amazon) .

Conclusioni

Di fronte a quelle che possono essere delle pseudo novità sorge sempre un po’ di scetticismo, quindi viene naturale domandarsi se dietro al crowdfunding si nasconda qualche brutta sorpresa o trappola.

Tuttavia le piattaforme che svolgono da mediatori o intermediari, specialmente quelle che si sono ormai affermate da un po’ di tempo, garantiscono tutela, riservatezza dei dati ed affidabilità.

Ovviamente se si pensa di presentare un progetto a una qualsiasi piattaforma di crowdfunding, senza fare nulla per dare visibilità e diffusione, sicuramente si andrà incontra a un risultato poco soddisfacente.

Altrimenti, rimboccandosi le maniche, si ha una via in più per poter realizzare un proprio progetto, senza dover far ricorso alle banche.

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