MuumLab: conviene l’equity crowdfunding?

I portali che si occupano del crowdfunding sono in rapido aumento così come le possibili sfaccettature legate soprattutto all’ambito di pertinenza ed alla ‘modalità’ del crowfunding stesso.

Un esempio di questo è rappresentato da Muumlab che ha scelto di ‘specializzarsi’ nell’Equity Crowdfunding con un occhio di riguardo per le start up di cui la stessa Muumlab fa parte (essendo iscritta nel relativo registro fin dal 2014).

Come funziona Muumlab?

Innanzitutto per accedere ai servizi offerti da Muumlab è necessario registrarsi e questo sia nel caso degli investitori che dei proponenti il progetto.

La tipologia impiegata di crowdfunding è quella denominata soprattutto nei paesi anglosassoni ‘All or nothing‘. Nel particolare si avranno 90 giorni per raggiungere la totalità del capitale indicato nel progetto che sarà perciò accreditato al proponente solo nel caso del 100% di raccolta effettuata.

Proprio per questo le cifre ‘investite’ saranno inizialmente solo ‘preautorizzate’ per essere effettivamente prelevate nel caso del raggiungimento del target. Nel particolare entro 8 giorni dall’ingresso dell’ultimo investitore, si provvederà a prelevare i fondi dalle carte di credito, per poi procedere al versamento della somma raccolta al “finanziato”.

Anche per i costi Muum Lab ha fatto una scelta strutturata su due livelli: al momento di registrarsi per proporre la propria idea, al fine di ottenerne la pubblicazione e la gestione della raccolta fondi, si pagano 500 euro fissi.

Se poi la raccolta andrà a buon fine saranno trattenuti da MuumLab percentuali che vanno dal 3% al 6% sulle somme versate da investitori professionali, mentre su quelli privati la percentuale è del 20%.

Muum lab è sicuro?

La risposta non può che essere affermativa in primis per le modalità suddette di accesso all’investimento. Muumlab, che opera con autorizzazione Consob, avendo scelto l’equity crowdfunding, coinvolge anche partner professionali ed è costantemente monitorato. Solida anche la banca ‘partner’ rappresentata dalla Bcc di San Marzano.

Ci si dovrebbe al limite domandare se sia “conveniente” rivolgersi a questo gestore di raccolta fondi “dal basso”, e qui la risposta dipende da alcuni fattori.

In linea di principio non è sicuramente la piattaforma più economica, specialmente se si ha una notevole partecipazione di privati, che si trovano limitati anche sulle cifre che possono impiegare (massimo 1000 euro mensili). Differente il discorso per quanto riguarda le società che possono investire fino a 10000 euro.

Ma soprattutto non costituisce una soluzione per ogni tipo di “raccolta” in quanto è previsto come somma minima richiedibile la cifra di 30 mila euro di cui almeno il 5% raccolti tramite i cosiddetti ‘investitori professionali’.

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