Pignoramento quinto stipendio: le ultime novità

Nel 2015 sono state introdotte delle importanti novità sul pignoramento del quinto dello stipendio o quinto della pensione. Sono stati chiariti meglio i limiti massimi che possono essere pignorati dai “creditori” compresa Equitalia e quali siano gli obblighi della banca nel caso di stipendio e pensione accreditati su un conto corrente, libretto postale, ecc.

Pignoramento quinto stipendio: limite massimo

Per lo stipendio non esiste un limite minimo che non può essere pignorato. Quindi su uno stipendio netto, il creditore potrà chiedere il pignoramento in misura massima del quinto del suo importo.

Ad esempio su uno stipendio di 200 euro, verranno trattenuti 40 euro, su uno stipendio di 2000 euro 200 euro, e così via. Il pignoramento può essere notificato sia al datore di lavoro, con trattenuta a monte (al pari di quanto accade per la cessione del quinto dello stipendio), oppure può essere notificato alla banca o alla posta sul cui conto avviene l’accredito degli emolumenti spettanti.

Nel caso in cui sullo stipendio ci sia già la trattenuta della cessione del quinto volontaria, allora con le due trattenute, per legge non si potrà superare la metà dello stipendio netto.

Pignoramento quinto pensione: limite e pensione ‘non toccabile’

Il legislatore sulla pensione ha indicato una soglia intoccabile, che è data da una somma pari all’assegno sociale vigente (quindi per il 2015 ci si riferisce a quello di quell’anno, per il 2016 a quello del 2016, ecc) ulteriormente aumentato per una cifra pari alla sua metà (in sintesi una volta e mezzo l’assegno sociale).

Sulla parte eccedente avviene il pignoramento, che anche in questo caso non può eccedere il quinto dello stesso.

Per semplicità supponiamo che per l’anno X, l’assegno sociale sia di 500 euro. L’importo di pensione non pignorabile è di 750 euro. Su una pensione di 1000 euro, quindi il quinto verrà calcolato sulla differenza tra 1000 euro e 750 euro, ovvero 250 euro. La rata massima che potrà essere pignorata dal creditore è di 50 euro. Se la differenza fosse stata di 100 euro allora la quota pignorabile sarebbe stata di 20 euro, ecc.

Pignoramento quinto stipendio Tfr: quando è pignorabile un quinto e quando no?

Sul Tfr, che è trattenuto presso il datore di lavoro, o presso un fondo pensione ecc, rimane il principio del limite di pignorabilità che non può eccedere il 20% dell’importo netto.

Se tuttavia il Tfr è stato versato al lavoratore, quindi è andato sul suo conto corrente, perde (secondo ampia parte della giurisprudenza) il carattere di “emolumenti” per essere confuso nei risparmi del titolare del conto corrente. Quindi potrà essere pignorato senza limiti, fino al 100% del suo importo.

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