Prestiti per dipendenti privati: le 3 cose da valutare

La “busta paga” è lo strumento che permette ai dipendenti privati o pubblici, di ottenere con maggiore facilità accesso al mondo dei finanziamenti.

Una possibilità che con l’evoluzione dei contratti di lavoro (soprattutto per la generazione di quelli atipici e precari) è stata estesa dai contratti a tempo indeterminato anche a quelli a tempo determinato con delle ovvie restrizioni.

In tutti i casi sono i dipendenti pubblici ad avere le migliori opportunità di trovare dei prestiti a condizioni vantaggiose (come quelli agevolati Inps ex Inpdap, ecc), ma anche maggiori possibilità di scelta.

Infatti i prestiti per dipendenti privati ci sono, ma vanno scelti con una certa attenzione, per non rischiare di pagare degli interessi spropositati in alcuni casi appena all’interno della soglia di usura (e qualche volta anche oltre…).

I veri prestiti per dipendenti privati specifici

In realtà il legislatore si è “occupato” delle necessità dei dipendenti privati di reperire con più facilità i finanziamenti solo dal 2010, quando ha esteso anche ad essi la possibilità di richiedere la cessione del quinto dello stipendio.

E’ anche vero che i dipendenti privati possono trovare limitazioni di accesso nella richiesta di finanziamenti principalmente in casi ben specifici, che sono raggruppabili in:

  • finanziamenti destinati al settore business;
  • poca capienza reddituale (quindi rapporto rata reddito eccessiva senza possibilità di ampliarla con un garante o un coobbligato, o altre garanzie);
  • merito creditizio negativo (come nel caso dei cattivi pagatori fino al caso estremo dei protestati).

L’ultimo punto può essere superato se si richiede la già citata cessione del quinto dello stipendio o se si usa il prestito su pegno.

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Come ottenere prestiti per dipendenti privati in modo più sicuro?

La prima cosa da sapere è che non tutte le banche, finanziarie (e in una situazione intermedia Poste Italiane) e società di mediazione prendono in considerazione lo stesso rapporto rata/reddito.

Alcune arrivano al 30% altri arrivano al 40% e poco più su. Quindi la prima cosa da fare è quella di chiedere il rapporto preso in considerazione.

Quindi come seconda cosa da fare ci si deve informare sulle condizioni economiche (tassi e importo delle assicurazioni che sono obbligatorie ad esempio nel caso della cessione del quinto e per molti prestiti dedicati ai precari e lavoratori atipici).

Come terza e fondamentale tappa si deve richiedere un preventivo conforme alle disposizioni di legge.

I prestiti per dipendenti online sono sempre i più convenienti?

In linea di principio in passato si poteva sostenere questo tipo di approccio. Oggi invece, con l’evoluzione delle banche e dei loro servizi, che sono diventati misti e comunque sempre più orientati al mondo “online”, allora in partenza non si può avere una visione così limitata delle opportunità di fatto disponibili.

Ad esempio i prestiti online Hello Bank sono con tassi vantaggiosi, ma se pensiamo a quelli di Che Banca allora l’aspetto della “convenienza” viene meno dal condizionato rapporto con Compass, che è protagonista anche per i prestiti Mps e Poste Italiane.

Conviene in questo caso rivolgersi direttamente alla finanziaria di riferimento bypassando la banca che funziona come mero collocatore.



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Quindi è imprenscindibile, oggi più di qualche anno fa, il fatto di passare per la richiesta di un preventivo personalizzato, ricordando che questo non ha mai carattere impegnativo ed è SEMPRE gratuito.

Se vengono proposte delle condizioni diverse allora è meglio guardare altrove, scovando sicuramente il prodotto migliore per sé e per le proprie reali necessità.

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