Come funziona il prestito su pegno: anche a protestati?

I periodi di prolungata crisi mettono a dura prova soprattutto le tasche del ceto medio e aumentano il numero di soggetti che possono diventare cattivi pagatori e protestati.

Quindi le difficoltà di ottenere dei normali finanziamenti (come quelli personali o finalizzati, sia che siano bancari che postali) per queste categorie sono molto elevate. Anche i giovani possono incontrare grandi difficoltà nel trovare prestiti immediati e veloci, senza dover presentare eccessive garanzie.

Ma quali soluzioni offre il mercato a riguardo? La nascita di varie tipologie di finanziamenti destinati anche per le categorie maggiormente a rischio non ha fatto perdere di vista una delle tipologie più antiche, ovvero il prestito su pegno.

Che cosa è?

Il prestito su pegno è un finanziamento che viene fatto offrendo un bene che ha un certo valore come “pegno” ovvero garanzia. Questo fa sì che chi deve concedere il prestito si concentra sul bene stesso e non ha alcun interesse a controllare la solidità o il merito creditizio del titolare del bene stesso.

Verserà una somma pattuita a chi concede il bene in garanzia ma trattiene il bene. Se entro il termine di tempo stabilito non ottiene indietro la somma prestata più gli interessi, allora può tenersi il bene e venderlo.

Come viene valutato il bene in pegno?

C’è una certa “libertà” nella stima del valore, che viene rimesso agli esperti che la banca (oppure il Banco di pegno) utilizza. In tutti i casi deve essere fatto un contratto dove devono essere riportate tutte le condizioni economiche, i tempi di restituzione, le condizioni per il rinnovo, e il luogo dove il bene verrà custodito.

E’ importante che il tasso applicato sia al di sotto della soglia di usura e deve essere specificato anche il costo per la custodia del bene stesso. Normalmente il prestito su pegno ha durata breve e a volte anche brevissima (da pochi mesi a 12 mesi).

Inoltre si deve specificare anche la percentuale del valore stimato che è finanziabile. Normalmente non si va oltre il 40% o il 50% del bene stesso. Per conoscere le condizioni ci si deve informare direttamente con la banca o il banco che permette di usufruire di questo tipo di prestito.

Prestito su pegno: chi rivolgersi?

Alcune grandi banche come Unicredit e Banco di Napoli hanno sportelli abilitati a fare valutazioni (ad esempio Unicredit su Roma e Palermo) di beni preziosi. Ci sono anche delle agenzie specializzate indipendenti ma il numero di aste che vantano è molto più elevato rispetto alle classiche banche.

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